L’uso secondario dei dati è un tema di grande rilevanza, dal momento che esso rappresenta una importante occasione di spinta verso l’innovazione e il progresso, offrendo diverse opportunità in svariati settori, primi tra tutti la ricerca scientifica, l’efficientamento della produzione, la pianificazione urbana e molto altro. Tuttavia, l’uso secondario dei dati solleva importanti questioni giuridiche e, talvolta, anche etiche che necessitano di particolare attenzione. Si pensi, ad esempio, alle questioni inerenti alla corretta base giuridica per l’uso secondario dei dati. Esse hanno aperto la strada verso l’uso della medesima base giuridica per l’uso secondario delle finalità compatibili con la finalità originaria, facilitando così gli adempimenti legali e, di conseguenza, la pratica del riutilizzo dei dati. Non sono solo quindi la sanità e la ricerca scientifica ad essere data-driven, la costruzione di un ecosistema che incentivi la condivisione, lo scambio e il riutilizzo di dati è al centro delle politiche dell’Unione Europea e dei suoi pacchetti regolamentari. In uno scenario, dunque, in cui i dati rappresentano con il loro potenziale informativo un bene così prezioso, sfruttarne gli stessi per più finalità può rappresentare un vantaggio economico e strategico fondamentale per la crescita di paesi, industria, servizi ai cittadini etc. Sono, dunque, numerose le sfide – in primo luogo normative – che l’uso secondario dei dati può comportare, e in questo contesto saranno estremamente importanti le scelte che il legislatore e la giurisprudenza vorranno porre in essere. |